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domenica 13 gennaio 2013

LivePainting




Si conclude così l'esposizione artistica tenutasi a Monfalcone dal 29 dicembre 2012 al 10 gennaio 2013 (nella sala comunale Antiche Mura di via fratelli Rosselli) in occasione de "Le vie dell'Arte". Massimo Racozzi, Fabio Babich e Michele Nolli (mancava purtroppo all'appello Nicolas Perra, il quarto artista che ha esposto le sue opere assieme agli altri tre nella sala comunale), hanno performato dal vivo, disegnando le loro opere davanti ad una curiosa manciata di persone. Ad allietare il pomeriggio con la sua chitarra, è stato Matteo Della Schiava, che si è spontaneamente divertito a cantare e suonare, donando un piacevole sottofondo all'opera in fieri dei tre. 




Un plauso quindi, all'organizzazione della manifestazione da parte di VivaCentro, Ascom Monfalcone e Mandamento e al Comune di Monfalcone. 
La domanda che sorge però spontanea è una: Perché queste cose non accadono più spesso? Le persone, i ragazzi, sono a casa ad annoiarsi, perché non diamo costantemente loro un motivo per uscirvi? A mio parere  una manifestazione come questa non dovrebbe avere il carattere di una tantum, di eccezione alla ben ormai nota regola della monotonia, ma dovrebbe coinvolgere costantemente più persone, più luoghi, e dovrebbe essere pubblicizzata in maniera adeguata, come per esempio l'impegno e il lavoro di questi artisti meriterebbero (o avrebbero meritato). I giovani non escono perché non c'è niente da fare e ci lamentiamo per questo? Bene, diamo loro delle opportunità concrete di svago, divertimento e andiamo a tirarli fuori dalle loro tane. 

sabato 23 giugno 2012

Regolo


William Turner, Regolo 1828 (rimaneggiato nel 1837).
La leggenda narra che Attilio Regolo, prigioniero dei cartaginesi, venne giustiziato dopo che egli era stato mandato in patria a dissuadere Roma dall'attaccare Cartagine. Al contrario egli avrebbe esortato i suoi concittadini alla guerra, accettando così la morte avvenuta dopo varie torture. Tra queste, la recisione delle palpebre, che il pittore mette in scena dal punto di vista della vittima. Unica protagonista della composizione è la luce, la rappresentazione della quale interessava moltissimo all'artista. Essa avanza prepotentemente e invade, quasi divorandosi ogni cosa. Un quadro di strepitosa suggestione. 

giovedì 21 giugno 2012

Suprematismo


Kazmir Malevic, Quadrato nero su sfondo bianco 1913.
"La verità del pittore, è l'inscindibile connessione e la fusione. Il suo vero realismo non consiste nelle luce, nell'aria, nell'acqua, nelle e pietre, nel cemento, nel rame, nel ferro. La massa vede tutti questi fenomeni particolari nel quadro: vede aria, pietra, acqua. Ma, in realtà, sulla tela non c'è che un solo materiale: il colore." K. Malevic.

Non ho mai avuto nessuna simpatia per l'arte astratta ma, questo dipinto di Malevic e l'annessa affermazione furono per me come un fulmine a ciel sereno. Continuo ancora oggi a non prediligere questo tipo di figurazione ma credo che egli abbia ragione. Terribilmente ragione.  

venerdì 15 giugno 2012

Olympia




Manet Edouard, 1863.
Vista la sua indole di reporter di vita cittadina, Manet non potè non ritrarre una figura tipica del '800 parigino: la cortigiana. La giovane in questo dipinto assume una posa disinvolta e statuaria allo stesso tempo, con un pizzico di freddezza che non coinvolge lo spettatore della scena, lasciandoci quasi stupiti, imbarazzati. Lo sguardo è sicuro di sé e le gote leggermente arrossate le conferiscono una lieve dose di dolcezza; la posa della mano sinistra con cui si copre è di rara bellezza espressiva. Sulla destra una cameriera regge l'omaggio di un ammiratore, nella realizzazione del quale il pittore sfoggia le sue capacità artistiche.  Non è di certo la prima volta che una cortigiana viene ritratta da un artista, ma qui non è presentata sotto mentite spoglie o con qualche valore allegorico o simbolico. Essa si presenta per ciò che è, uno dei tanti aspetti della Parigi dell'800, e Manet ci pone di fronte a tutto il suo fascino. Il nastrino di velluto attorno al collo è certamente il tocco magistrale del pittore, che tanto ci dice di questa Olympia.   

giovedì 14 giugno 2012

Le désespéré





Di Courbet Gustave, 1844. 
Il padre del Realismo si ritrae, all'età di ventun anni, con uno sguardo che oscilla tra la sorpresa e, appunto, la disperazione. Egli fece decine e decine di autoritratti, per lo più realistici o volti a migliorare la propria figura, ma qui assume una posa, una mimica del tutto unica e indimenticabile. Gli occhi sbarrati, fatti risaltare dall'assenza dei capelli  sollevati dalla mano, suggeriscono più un intento teatrale che di vero orrore o disperazione. Un dipinto geniale.